6 CONTRADE CON MANTELLO E CALZAMAGLIA
Le Contrade del rione di Masnago, come tutti sanno,sono sei: Faido, Cantoreggio, Castello, San Maurizio, Belvedere e Paino.
Non tutti sanno però come sono nate e quali criteri sono stati utilizzati per identificarle e tracciarne i confini.
Nella bozza presentata da Luigi Bonomi al consiglio pastorale nel 1977, non si era ancora sicuri di costituire sei contrade, semplicemente veniva proposto di dividere il rione in un numero pari di zone, indicativamente quattro o sei. Quindi avremmo anche potuto avere due contrade in meno rispetto a quelle che conosciamo oggi: chissà chi sarebbe mancato!
Quando si decise di far partire i lavori per dare vita al Palio del 1979, il comitato organizzatore optò per le sei contrade e i primi compiti furono quelli di decidere i confini delle sei aree di Masnago, i nomi delle contrade, i colori e gli stemmi che, in base a riferimenti storici, le identificassero meglio. Sulla delineazione dei confini si utilizzarono criteri geografici e razionali cercando di avere una certa omogeneità con i numeri delle famiglie presenti nelle contrade (si pensi che per il forte incremento demografico che porta oggi Masnago ad avere quasi 8000 abitanti, il comitato organizzatore si vide costretto nel 2000 a rivedere i confini delle contrade proprio per ristabilire un’omogeneità tra i contradaioli).
Le 6 contrade rappresentavano in effetti 6 agglomerati che già portavano da tradizione secolare una proprio nome. Faido, San Maurizio, Cantoreggio, Paini; Castello, facilmente riconducibile alla roccaforte che sovrasta la contrada stessa, e Belvedere, dalle cui case di Via Giordani e Via della Carnaga è possibile ammirare il bel vedere del Lago di Varese e dei comuni che si affacciano sulle sue sponde. Sui colori scelti per identificare le sei contrade vi sono oggi ricordi un po’ confusi. Franco (Chicco) Cunati, coordinatore del Palio sul finire degli anni ’80, ricorda che furono indicati sei colori ( rosso, verde, giallo, blu, nero, bianco) da abbinare, a coppia e in maniera casuale, ad ogni contrada; ma anche su questo argomento non mancano aneddoti curiosi. Pare infatti che la contrada Belvedere debba il suo colore celeste piuttosto che blu, all’incaricato della contrada nella realizzazione dello stemma, che aveva finito la vernice di colore blu, o addirittura alle bizze stilistiche di un suo contradaiolo. La scelta dei colori giallo e verde del Castello invece sembra sia dovuta ad una coppia di giovani sposi di via Cola di Rienzo che avevano in quei due colori i loro preferiti. A causa dei colori vi furono anche contradaioli che scelsero di cambiare contrada per questioni di fede calcistica, come il “Belvederino” che, abitando al confine col Cantoreggio, preferì far parte di quest’ultimo in quanto tifoso del Genoa, squadra rosso blu.
Anche sull’araldica delle contrade vi sono storie interessanti; gli stemmi rappresentano i luoghi e le leggende legate ad ogni singola contrada. Dopo una ricerca storica della sig.ra Colombo, viene affidato al Prof. Alberto Crenna il compito di disegnare l’araldica delle sei contrade. Primo stemma fu però quello del Palio disegnato dal Bonomi stesso che riporta l’aquila asburgica dell’impero di Carlo V al quale queste terre appartenevano, la torre con un pino marittimo, probabilmente simbolo del vicario e omaggio alla flora della zona, una freccia su diagonali verdi in riferimento al “MAGISTER DE MASENAGO” , armaiolo di alto rango che secondo alcuni storici diede il nome al nostro rione.
La realizzazione pratica e la stesura definitiva infine furono delegate a ogni contrada, lasciando quindi spazio alle idee artistiche dei contradaioli. Non a caso le disposizioni geometriche che fanno da sfondo ai diversi simboli delle contrade sono una diversa dall’altra: gli scacchi bianco - azzurri del Belvedere, la fascia nera su sfondo giallo del Paino, la divisione orizzontale tra verde e giallo del Castello, quella verticale tra rosso e blu del Cantoreggio, quella in diagonale tra rosso e verde del faido, e l'alternanza simmetrica tra bianco e nero del San Maurizio.
L’identità delle contrade non è data solo dai colori e dai simboli, ma anche dai figuranti in costume che ogni anno seguono il proprio vessillo lungo le strade del paese. Si può dire che almeno la metà della popolazione masnaghese abbia almeno una volta portato i panni di paggio, alfiere, dama o capitano nei giorni del palio. La sfilata del corteo storico è uno dei momenti più suggestivi e di maggior coinvolgimento della manifestazione (attualmente è composto da oltre 250 figuranti tra persone e animali). È da sempre oggetto di grande cura nella ricostruzione storica che rievoca i fasti ed i divertimenti della vita al castello nel basso medioevo, e nella ricerca dei particolari, degli abiti e delle acconciature. Nei primi anni dame e cavalieri in lenta sfilata, dal cuore della propria contrada si dirigevano alla chiesa per offrire alla Messa i doni della propria terra ; dal 1999 diventa un evento di richiamo cittadino e nella sera del sabato, sfila sotto le stelle tra suggestive fiaccole per festeggiare e divertirsi nella calda sera che precede la vendemmia.